FONTI · LEGGERE E VERIFICARE
Da dove vengono le spiegazioni
Le lezioni rielaborano le trascrizioni fornite e aggiungono i passaggi necessari per collegarle alla crittografia contemporanea. Gli esempi con numeri piccoli sono modelli didattici; gli standard definiscono gli schemi reali.
Riferimenti controllati il . I collegamenti esterni richiedono Internet; lezioni, esempi e controlli del laboratorio sono locali. Gli standard possono essere aggiornati: il loro numero identifica una pubblicazione, non una garanzia immutabile di attualità.
Principi e costruzioni
- C. E. Shannon, Communication Theory of Secrecy Systems, 1949: testo fondamentale per i modelli di segretezza e per comprendere la nozione formale di segretezza perfetta. È un lavoro teorico, non una guida di configurazione.
- NIST FIPS 197, AES: algoritmo a blocchi e dimensioni di blocchi e chiavi. L’aggiornamento editoriale del 2023 non ha cambiato l’algoritmo.
- NIST SP 800-38D, GCM e GMAC: modalità autenticata, parametri e requisiti. La pagina riporta anche le attività di revisione: per un impiego concreto occorre verificare lo stato dello standard.
- NIST, ritiro della raccomandazione TDEA: riferimento per distinguere DES/3DES storici dalle scelte per nuove protezioni.
- RFC 2104, HMAC: costruzione del MAC basato su hash. Gli algoritmi hash e le raccomandazioni d’uso vanno poi scelti secondo il contesto attuale.
Storia e contributi
- The National Museum of Computing, The Polish Connection: contributi polacchi alla crittoanalisi di Enigma e distinzione fra bomba polacca e Bombe britannica.
- CIA, Who First Cracked the ENIGMA Cipher?: ricostruzione istituzionale del ruolo dei crittoanalisti polacchi e della condivisione dei risultati nel 1939.
Le storie antiche sono usate per classificare idee, non per dimostrare l’inviolabilità di un sistema. La tabella della lezione 02 è una selezione di passaggi, non una cronologia esaustiva della crittografia.
Chiavi pubbliche e firme
- RFC 8017, PKCS #1 v2.2: schemi RSA, incluse codifiche OAEP e PSS. Consente di vedere perché RSA scolastico non è uno schema di cifratura o firma da usare direttamente.
- NIST SP 800-57, Parte 1, Revisione 5: gestione delle chiavi e stime di forza comparabile tra famiglie. È il riferimento per non equiparare bit AES e bit del modulo RSA.
- W3C Web Cryptography API: API usate dal laboratorio per SHA-256, AES-GCM ed ECDSA. Il collegamento W3C può portare alla versione di lavoro più recente; lo stato di bozza non equivale a uno standard finale.
TLS e certificati
- RFC 9846, TLS 1.3: aggiornamento della specifica che mantiene la versione 1.3 e sostituisce RFC 8446. La lezione considera il flusso con certificato e accordo effimero; modalità di ripresa e dati anticipati hanno proprietà specifiche.
- RFC 8446, specifica TLS 1.3 del 2018: riferimento storico per capire il passaggio dal vecchio trasporto RSA all’accordo di chiave e alla cifratura autenticata. Non viene presentato come l’ultima revisione.
- RFC 5280, profilo Internet X.509 e CRL: struttura, vincoli e validazione del percorso dei certificati.
Password, chiavi e migrazioni
- OWASP Password Storage: salt, costo e funzioni per password. I parametri vanno verificati rispetto alle raccomandazioni correnti e misurati sul sistema.
- OWASP Key Management: ciclo di vita e custodia del materiale di chiave.
- OWASP Cryptographic Storage: scelte di architettura, cifratura e gestione dei segreti.
- NIST, primi tre standard post-quantistici finalizzati: contesto di pubblicazione nel 2024 di ML-KEM, ML-DSA e SLH-DSA. Il percorso spiega i ruoli, senza proporre una migrazione artigianale.
Firme e PEC: fonti normative e limiti
- Regolamento UE 910/2014, eIDAS, su EUR-Lex: definizioni e articoli 25–26 sulle firme. La versione originale e i testi consolidati hanno funzioni diverse; per una pratica concreta va consultato il testo vigente con le modifiche, inclusa la riforma del 2024.
- Gazzetta Ufficiale, serie generale 298 del 24 dicembre 2025: nelle note agli atti è riportata la definizione di firma digitale dell’art. 1, comma 1, lettera s), del CAD. Il rinvio serve alla definizione, non sostituisce la consultazione del Codice completo vigente.
- DPR 68/2005, testo nel portale della documentazione del MEF: articoli 6–9 su ricevute, presa in carico, mancata consegna e firme del sistema PEC.
- AgID, documentazione tecnica PEC 1.0: formati e struttura delle evidenze; è documentazione storica, non una fonte sufficiente per ricavare ogni obbligo corrente.
Durante la consultazione alcune pagine AgID mostravano manutenzione e il collegamento diretto Normattiva non restituiva il testo. Per le affermazioni riportate si è fatto riferimento anche a EUR-Lex, Gazzetta Ufficiale e al portale ministeriale. Le lezioni non affermano che qualsiasi comunicazione debba sempre passare da PEC, né che ogni procedura abbia gli stessi termini o requisiti di firma.
Come le trascrizioni diventano lezioni
| Video presenti | Lezioni del percorso | Integrazione principale |
|---|---|---|
| 01 Principi | 01 | Modello di minaccia, autorizzazione, disponibilità e metadati. |
| 02 Storia | 02 | Distinzione rigorosa di codifica, trasposizione e steganografia. |
| 03 Monoalfabetica, 04 Cesare | 03 | Modulo, spazio delle chiavi, ASCII corretto e simulatore. |
| 07 Polialfabetica | 04 | Esempi completi, periodicità e tutte le condizioni del pad. |
| 08 Enigma | 05 | Struttura e ricostruzione dei contributi storici. |
| 09 Simmetrica | 06–07 | AEAD, nonce, hash, MAC e password. |
| 10 Asimmetrica, 15 DES/RSA | 06, 08–09, 13 | Algoritmi aggiornati, RSA numerico, accordo autenticato e stime dei costi. |
| 13 Firma, 14 Certification Authority | 10–11 | Firma distinta dalla cifratura, PKI, validazione e qualificazione. |
| 17–18 PEC | 12 | Flusso, limiti delle ricevute, errori e conservazione. |
| Approfondimenti originali | 13–14 e risorse | Gestione delle chiavi, scenari, post-quantistica, laboratori e verifica. |
La numerazione dei video forniti non è continua: non vengono inventati titoli o contenuti per quelli assenti.
Correzioni che cambiano il significato
- Integrità: non deriva automaticamente dal non capire il cifrato. Occorre un controllo previsto dallo schema.
- Simmetrica: non è inadatta a Internet; protegge la maggior parte dei dati nei sistemi ibridi. MAC e AEAD possono fornire autenticazione con chiavi condivise.
- Alfabeti e caratteri: l’alfabeto italiano tradizionale ha 21 lettere; il laboratorio ne usa 26. ASCII è a 7 bit.
- Vigenère: si può esprimere con somme modulari; non è necessario implementare una grande matrice.
- Enigma: non è un pad e non fu violata da una sola persona con ricerca cieca di tutte le configurazioni.
- DES e AES: sono cifrari simmetrici diversi. La dimensione del blocco non è necessariamente la lunghezza della chiave; 3DES non è la raccomandazione per nuovi sistemi.
- RSA: la soglia di 150 bit è errata; gli attacchi non si stimano provando 2 elevato ai bit del modulo. OAEP e PSS distinguono gli schemi reali dal giocattolo scolastico.
- Firma: non è genericamente «cifrare il documento con la privata» e non mantiene segreto il documento.
- Certificati: l’autofirma non è sempre priva di utilità, ma non crea fiducia dal nulla. Una CA non garantisce l’onestà di ogni contenuto del sito.
- TLS: non viene descritto come il semplice invio di una password cifrata con RSA. L’accordo di chiave autenticato va distinto dal traffico simmetrico.
- PEC: consegna, lettura e firma personale dell’allegato sono proprietà diverse. Non si presume una cifratura da utente a utente.
Le formule, i casi guidati e le soluzioni sono stati redatti per questo percorso. Il materiale non riproduce integralmente i testi degli standard; li collega per permettere approfondimento e verifica.